Martedì, 24 Maggio 2022

In attesa della riforma sui voucher Lavoro, arriva la data del referendum


Appena comunicata la data del referendum che dovrebbe abolire i buoni lavoro (fissato per il prossimo 28 maggio), si accelera l’iter parlamentare di riforma dei voucher. C’è fretta di approvare un provvedimento che riformi il settore, e che metta d’accordo i sindacati sul piede di guerra. Trapelano indiscrezioni di importanti esponenti del governo che vorrebbero la legge, attualmente in commissione Lavoro alla camera, definitivamente approvata per venerdì. E per scongiurare la sfida del referendum, qualcuno parla anche di decreto legge, data la straordinarietà e l’urgenza della situazione. Ma non è detto che sia l’unica soluzione possibile.

In attesa di capire cosa succederà nei prossimi giorni, vediamo alcune delle nuove regole previste dalla riforme, che se approvata, potrebbe annullare il referendum: viene maggiorato a 15 euro l’importo dei voucher utilizzati dalle imprese (resta a 10 euro per le famiglie); viene ridotto a 5mila euro il reddito annuo da lavoro accessorio; viene imposto un limite di 50 ore mensili di lavoro per singolo committente, oltre le quali scatta l’assunzione a tempo indeterminato. Si potranno pagare in voucher disoccupati anche extracomunitari, pensionati, giovani sotto i 25 anni, disabili e soggetti in comunità di recupero; non si potranno pagare in voucher i dipendenti, e le pubbliche amministrazioni potranno utilizzare i voucher solo nel caso di eventi straordinari (calamità naturali, ecc.). Queste le categorie di utilizzo: piccoli lavori domestici, assistenza domiciliare a bambini ed anziani, insegnamento privato supplementare, piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione, eventi sportive senza finalità di lucro, vendemmia e raccolte stagionali effettuate da pensionati o giovani con meno di 25 anni.

Gli imprenditori potranno acquistare i voucher soltanto per via telematica e dovranno comunicare l’utilizzo dei buoni almeno 60 minuti prima della prestazione lavorativa, alla propria sede dell’ispettorato del lavoro. La mancata comunicazione prevede multe fino a 2.400 euro; scattano sanzioni salate anche per chi utilizza i voucher impropriamente.

I sindacati si preparano alla campagna elettorale del referendum, proponendo anche l’election Day con le amministrative. La leader della CGIL Camusso, principale promotrice della consultazione popolare, detta le condizioni per cui si potrebbe evitare il referendum, in un’intervista pubblicata qualche giorno fa su Repubblica: permettere l'utilizzo dei voucher solo alle famiglie e non alle imprese, per la retribuzione di prestazioni occasionali di disoccupati di lungo corso, pensionati e studenti. Altra condizione, che la vendita dei buoni resti un’esclusiva dell’Inps.

Vedremo chi la spunterà. Noi ci auguriamo che vinca il buon senso e che non si agisca a discapito dei lavoratori.


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